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Il miele dell'Alta Valle Scrivia
Dall'antichità fino agli inizi dell'ottocento il miele è stato usato non solo come dolcificante, ma anche per curare numerose malattie. Il primo documento che testimonia dell'interesse per questo alimento è costituito da un graffito dell'epoca paleolitica scoperto in Spagna nel 1921. Gli Egizi, oltre a servirsi di miele e propoli per l'imbalsamazione, conoscevano già l'apicoltura nomade e trasportavano i loro alveari su imbarcazioni lungo il Nilo per facilitare il lavoro delle api. Più tardi i Greci hanno dato notevole importanza all'apicoltura, tanto che ogni contadino teneva alcuni alveari vicino a casa.
Utilizzato da quasi tutti i popoli dell'antichità, il miele era considerato il principale edulcorante fino agli inizi del XIX secolo, prima che l'industria dello zucchero da barbabietola prendesse campo.
La lavorazione
L'apis mellifera, grazie a un suo enzima specifico, trasforma il nettare dei fiori in miele.
Questo viene immagazzinato nelle cellette degli alveari, chiuse poi con uno strato di cera per conservare meglio il prodotto. L'apicoltore preleva dalle arnie i telai con il miele e dopo aver tolto la patina di protezione li mette nella smielatrice, una macchina molto simile a una centrifuga. Qui viene raccolto e filtrato prima di essere messo in contenitori per la maturazione. Durante questa fase, che dura dai dieci ai quindici giorni, il miele decanta naturalmente e le sostanze di scarto affiorano e si dividono dal prodotto. A questo punto puòessere riposto nei vasetti e, se ben conservato, mantiene a lungo i suoi aromi.
Il miele può essere liquido o solido. Gli zuccheri che contiene tendono a cristallizzare nel tempo, a seconda della varietà, della temperatura e del tenore acqueo.
Il miele di acacia, ad esempio, è naturalmente molto fluido, mentre quello di tiglio si solidifica velocemente, ma per farlo tornare liquido c'è un trucco: basta mettere il vasetto a bagno maria per alcuni minuti!
Caratteristiche del prodotto
Alimento ad elevato valore nutritivo, il miele è costituito da zuccheri semplici e quindi facilmente assimilabile. La composizione dipende principalmente dai nettari che lo costituiscono. Ve ne sono quindi diversi tipi che si differenziano tra loro per colore, profumo, densità e sapore, a seconda delle specie di piante da cui le api hanno preso il polline. In Valle Scrivia si producono soprattutto miele d'acacia, millefiori e miele di castagno, pianta tipica dei boschi dell'entroterra Ligure. Il miele di acacia, il più comune in Italia, è chiaro e molto limpido, con un sapore particolarmente dolce che piace molto ai bambini. Quello di castagno, invece, ha un colore bruno scuro e un gusto caratteristico tendente all'amaro, mentre il millefiori è particolarmente forte e aromatico.
Esiste poi il miele di melata, che proviene da una sostanza zuccherina che alcuni insetti producono dalla linfa degli alberi e di cui le api sono ghiotte.
Piccole curiosità
La Cooperativa Apicoltori Alta Valle Scrivia, che riunisce i produttori della zona, offre non solo miele, ma anche una linea di prodotti di bellezza per il corpo e il viso.
Il miele nella preparazione dei cosmetici veniva gia usato dalle donne greche e romane, che avevano scoperto le sue preziose caratteristiche usandolo per il bagno o facendone impacchi sul viso. È un ottimo tonico e trattiene l'umidità naturale della pelle idratandola e proteggendola da vento, sole e smog.
ultimo aggiornamento di questa pagina: 22.01.2006
